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Raccolta Differenziata

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Raccolta Differenziata

Indice della pagina

  1. I nostri obiettivi
  2. Perché la raccolta porta a porta
  3. Il compostaggio domestico
  4. Principali caratteristiche del nuovo servizio
  5. Dalla tassa alla tariffa
  6. Il quadro finanziario
  7. La comunicazione ai cittadini e alle imprese
  8. Quanto pagano famiglie ed operatori economici
  9. Come dividere i rifiuti
  10. I risultati mensili della raccolta differenziata
  11. Un ringraziamento alla professionalità dei nostri partners
  12. La nostra esperienza, patrimonio di tutti

1. I nostri obiettivi

Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani costituisce un serio problema per le società avanzate. Specialmente in Italia, dove un territorio densamente abitato, un campanilismo eccessivo, una esasperata conflittualità politica e un'arretratezza culturale in materia stanno conducendo in molte zone ad una vera e propria paralisi del sistema (con esaurimento delle discariche e con impianti di preselezione, trattamento o termovalorizzazione che stentano a decollare).

In questo panorama piuttosto desolante (fatte salve le lodevoli eccezioni) i Comuni possono e devono fare la loro parte. Un rapido e significativo potenziamento della raccolta differenziata può rappresentare un fondamentale passo avanti verso la soluzione del problema. La sensibilità e la consapevolezza ecologica dei cittadini sono cresciute ovunque: i Comuni devono semplicemente abbandonare l'immobilismo che li ha frenati per troppo tempo e mettere in opera le riforme necessarie (che ormai possono ispirarsi a esperienze e modelli ampiamente collaudati).

Il Comune di Marene è la dimostrazione concreta che, anche sposando con un certo ritardo la causa della raccolta differenziata, è possibile ottenere (e mantenere) risultati di eccellenza in tempi brevi.

Aumentare in maniera consistente le percentuali di raccolta differenziata permette di raggiungere anche un altro fondamentale obiettivo, quello della sostenibilità economica della gestione dei rifiuti. Considerata la situazione di emergenza in cui si trovano le discariche (ormai tutte esaurite o in via di esaurimento) e considerata la difficoltà nel costruire gli inceneritori (per la nota opposizione delle comunità locali), è facile prevedere che i costi di smaltimento dei rifiuti siano destinati a salire in maniera significativa. Ridurre i quantitativi conferiti in discarica significa quindi abbattere la principale voce di spesa per i comuni, mettendo il bilancio comunale al riparo da una possibile esplosione dei costi di smaltimento e tutelando cittadini ed imprese da aumenti indiscriminati della tassa rifiuti.

Altro obiettivo fondamentale (questa dovrebbe essere la principale motivazione di amministratori e utenti responsabili) è la sostenibilità ambientale. Le discariche dei rifiuti solidi urbani sono una terrificante fonte di inquinamento: non solo sottraggono terreno all'agricoltura, al turismo o a qualsiasi altra forma di fruibilità, ma liberano gas metano e anidride carbonica (due dei principali responsabili dell'effetto serra), emettono sostanze maleodoranti e possono produrre percolati pericolosi per le falde acquifere. La drastica riduzione dei rifiuti conferiti in discarica è uno dei principali strumenti a disposizione di un'amministrazione comunale che voglia realmente diminuire l'impatto ambientale e garantire un concreto beneficio all'ambiente e alla salute dei cittadini.

Tutti questi obiettivi possono essere raggiunti, e anche in tempi brevi.

L'esperienza del Comune di Marene (passato dal 20% circa di raccolta differenziata nel 2002 ad un 80% circa di raccolta differenziata già dal 2003) dimostra che un rapido adeguamento è possibile.

L'Amministrazione Comunale di Marene si è semplicemente ispirata ad esperienze analoghe in Italia e all'estero e si è avvalsa della consulenza di tecnici esperti e qualificati. Potendo contare anche sul responsabile appoggio di tutte le forze presenti in Consiglio Comunale, l'unico vero merito dell'Amministrazione è stato quello di credere fortemente in questo progetto, senza farsi condizionare dalle iniziali rimostranze dei cittadini meno disponibili ad un cambiamento di questa portata.

I risultati dimostrano che ne valeva la pena.

2. Perché la raccolta porta a porta

Il tradizionale sistema di raccolta dei rifiuti mediante i cassonetti stradali o le oasi ecologiche (in cui i cittadini possono conferire liberamente i rifiuti differenziabili e non) presenta alcuni vantaggi indiscutibili, in particolare per quanto riguarda le economie nel servizio di raccolta. Ma il successo della raccolta differenziata è lasciato in buona misura al senso civico dei cittadini: la sensibilizzazione e l'educazione a livello familiare e scolastico possono fare miracoli, ma è difficile ottenere risultati significativi in tempi brevi.

Il sistema di raccolta porta a porta comporta invece dei costi sicuramente superiori, ma offre vantaggi fondamentali per il successo della raccolta differenziata. In particolare, permette un controllo capillare dei rifiuti consegnati al servizio pubblico, responsabilizzando fortemente gli utenti e facilitando una differenziazione accurata dei materiali.

Inoltre, la raccolta porta a porta può avere ricadute positive per l'occupazione. Per un'amministrazione comunale è infatti preferibile sostenere il costo di qualche operatore in più (se questo può servire ad abbattere la quota di rifiuti non differenziati), piuttosto che spendere cifre elevatissime, in maniera del tutto improduttiva, per il conferimento dei rifiuti in discarica.

Infine, la raccolta porta a porta diventa una scelta quasi obbligata quando si entra nell'ottica della tariffa, con la necessità di controllare in qualche modo i quantitativi di rifiuti non differenziati.

Da non sottovalutare anche l'aspetto del decoro pubblico: per quanto possa dare fastidio, l'esposizione dei sacchetti o delle pattumiere familiari per qualche ora nei giorni di raccolta è comunque preferibile allo spettacolo offerto giorno e notte dai cassonetti (che spesso diventano piccole discariche, con sacchetti ammucchiati anche all'esterno e rifiuti sparsi per terra).

3. Il compostaggio domestico

Obiettivo di un coerente progetto di riforma della raccolta rifiuti deve essere non solo l'incremento della percentuale di raccolta differenziata, ma anche la riduzione complessiva dei rifiuti prodotti. Giustamente, la normativa della Regione Piemonte parla di “sviluppare la cultura della riduzione e del riutilizzo dei rifiuti”. L'incentivazione del compostaggio domestico va esattamente in questa direzione.

Il compostaggio domestico (www.compost.it) è una pratica che consente di autosmaltire nell'orto o nel giardino di casa la frazione umida (o organica) dei rifiuti domestici: scarti di cucina, frutta, verdura, pane, pasta, pesce, gusci di uova, fondi di caffè, nonché erba, foglie, fiori e piccoli rami. Le tecniche sono diverse: la buca, il cumulo, la compostiera (o composter) a rete, la compostiera in legno, in plastica, ecc. Miscelando correttamente i diversi materiali e rivoltando periodicamente il cumulo, si innesca un processo naturale di decomposizione che, senza produrre cattivi odori o sostanze nocive per l'ambiente, nel giro di qualche mese trasforma i rifiuti organici in ottimo compost, un terriccio ricco di elementi nutritivi, ideale come fertilizzante da impiegare nell'orto, nel giardino o nei vasi di fiori.

Il compostaggio (domestico o su scala industriale) è praticato da tempo nei paesi del nord Europa, in cui la cultura ambientalista è più radicata, e negli ultimi anni si è diffuso con crescente successo anche in parecchie zone d'Italia. Si tratta di una soluzione ecologicamente all'avanguardia, che può contribuire fortemente a risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti (si calcola che la frazione umida costituisca un 30% circa dei rifiuti domestici complessivamente prodotti) e al tempo stesso può dare un contributo prezioso (con l'impiego del compost) al miglioramento della qualità dei suoli, che lo sfruttamento intensivo ha reso sempre più poveri di sostanze organiche e sempre più a rischio di inaridimento.

Il Comune di Marene ha scelto di incentivare la pratica del compostaggio domestico, che si adatta particolarmente bene alla realtà di un piccolo comune di campagna (con un 30% circa di abitanti in zone rurali, un 55% di abitanti in case monofamigliari o bifamigliari e soltanto un 15% di abitanti in condomini). A chi si impegna a smaltire nell'orto o nel giardino tutti i rifiuti organici e i rifiuti verdi (dopo aver partecipato ad un incontro pubblico, tenuto da esperti, sulle varie tecniche del compostaggio) viene riconosciuta una riduzione del 20% sulla tariffa rifiuti. La riduzione viene riconosciuta d'ufficio a chi abita nelle zone rurali, dove il compostaggio domestico (già largamente praticato) è praticamente “obbligatorio”. Ovviamente, chi aderisce al compostaggio domestico (ottenendo la riduzione fiscale) perde il diritto a conferire sia l'organico che il verde durante le raccolte porta a porta, e non riceve gratuitamente né la pattumiera né i sacchetti biodegradabili per l'organico.

La risposta delle famiglie marenesi è stata molto positiva: circa 300 famiglie del centro urbano (su 750) hanno aderito volontariamente. Aggiungendo anche le 260 famiglie dell'area rurale si arriva ad una percentuale totale pari ad un 55% di famiglie che praticano il compostaggio domestico. Ipotizzando, prudenzialmente, una produzione giornaliera pro-capite di 0,25 kg, nel corso di un anno significa avviare all'autosmaltimento almeno 150.000 kg di rifiuti organici.

4. Principali caratteristiche del nuovo servizio.

Il Comune di Marene ha visto nell'adozione della tariffa un'opportunità fondamentale. Far pagare i rifiuti non più in base ai metri quadrati ma secondo l'effettiva produzione di ciascuna utenza non è soltanto l'applicazione di un principio di equità, ma può diventare uno straordinario stimolo economico per la stessa riduzione dei rifiuti.

Facendo leva su una sempre più diffusa coscienza ecologica e sull'intramontabile valore del risparmio (meno rifiuti produco, meno spendo) è possibile centrare contemporaneamente due obiettivi importantissimi: forte incremento della raccolta differenziata e drastico abbattimento della produzione complessiva di rifiuti.

In dettaglio, il Comune di Marene ha introdotto un sistema di raccolta porta a porta per carta, plastica, organico, verde, alluminio, pannoloni e RSU (rifiuti solidi urbani non riciclabili). Per il calendario delle raccolte si può fare riferimento al paragrafo 9. Sacchi e contenitori per abitazioni e aziende vengono consegnati gratuitamente dal Comune (comprese le pattumiere antirandagismo e i sacchetti biodegradabili per l'organico). Soltanto il vetro, gli indumenti, le pile e i farmaci continuano ad essere raccolti negli specifici contenitori stradali o, in alternativa, presso la stazione ecologica.

Presso la stazione ecologica, aperta dal lunedì al venerdì (escluso il martedì) dalle ore 14,00 alle 17,00 ed il sabato dalle ore 9,00 alle 12,00 e dalle 14,30 alle 17,30, è possibile conferire i seguenti materiali: oli vegetali, toner, carta e cartone, vetro, legno, ramaglie, potature e sfalci, imballaggi in plastica comprese le cassette per ortofrutta, teli agricoli in nylon, rottami ferrosi, abiti usati, oli motore esausti, batterie per auto, pneumatici fuori uso, farmaci scaduti, pile e batterie, elettrodomestici usati, scarti di piccole demolizioni private (inerti), contenitori per fitofarmaci, ingombranti vari (mobili, giocattoli, materassi etc.).

In pratica, al servizio di raccolta si possono conferire quantitativi illimitati per le famiglie e quantitativi rapportati ai mq. di superficie per le aziende, di rifiuti riciclabili (carta, cartone, plastica, organico, verde, alluminio, vetro, ecc.), mentre la produzione di RSU (rifiuti solidi urbani che finiscono in discarica) è fissata in maniera presuntiva dal Comune, sia per le famiglie che per le aziende. I quantitativi di RSU (che sono limitati e presuppongono un forte impegno nella raccolta differenziata) per le utenze domestiche sono proporzionati al numero dei famigliari (0,11 kg abitante/giorno), mentre per le utenze non domestiche tengono conto della tipologia di attività economica e dell'autocertificazione presentata. Ogni anno, il Comune provvede a consegnare sacchetti grigi semitrasparenti (con sovrastampa “Comune di Marene – Rifiuti Solidi Urbani”) in numero proporzionale al quantitativo fissato per ciascuna utenza domestica e non domestica: questi sacchetti sono in pratica il corrispettivo della tariffa annuale. Per le famiglie e le aziende che si impegnano seriamente nella raccolta differenziata, il quantitativo di sacchetti per RSU è sufficiente: queste utenze pagano soltanto quanto previsto dalla tariffa annuale. Invece, famiglie e aziende che producono quantitativi supplementari di RSU sono tenute ad acquistare i sacchi aggiuntivi presso il Comune, ad un prezzo (0,61 euro per sacchi da 15 litri oppure 2,44 euro per sacchi da 60 litri) che tiene già conto dei costi di raccolta, trasporto e smaltimento in discarica.

5. Dalla tassa alla tariffa.

Al momento dell’istituzione del servizio porta a porta era in vigore il decreto Ronchi. Il superamento della tassa mediante la tariffa, con l’obiettivo di far pagare ciascuna utenza in base all'effettiva produzione di rifiuti, ha rappresenta una grande conquista del decreto Ronchi.

Per quanto riguarda le famiglie (utenze domestiche), la tariffa tiene conto non solo dei metri quadrati dell'abitazione, ma anche del numero dei famigliari. In pratica le famiglie di uno o due componenti (che a Marene rappresentano circa la metà del totale) vengono a pagare meno che in regime di tassa, mentre le famiglie di quattro o cinque persone hanno subito un aumento proporzionale al numero dei componenti.

Per quanto riguarda le aziende (utenze non domestiche), la tariffa tiene conto sia dei metri quadrati che del tipo di attività economica.

6. Il quadro finanziario.

VOCI DI COSTO PARTE FISSA

  1. Costi spazzamento pulizia strade e mercati, raccolta rifiuti esterni (rive e fossi) CSL
  2. Costi amministrativi di accertamento riscossione e contenzioso, spese logistiche dei servizi tributari, tecnici e di ragioneria nonché di tutto il personale che segue la definizione della tariffa ed il suo accertamento; spese per il contenzioso e quelle per la riscossione che è affidata a terzi CARC
  3. Costi generali di gestione costi relativi al personale comunale che segue l'organizzazione del servizio rifiuti e controlla il rispetto di tutte le disposizioni in merito CGG
  4. Costi comunali diversi Parte del costo dei materiali (tipo cancelleria) e dei servizi (pulizia, luce, acqua, riscaldamento) sostenuti per gli uffici che svolgono un ruolo nell' attività di gestione rifiuti. Costi per automezzi a disposizione dei cantonieri (parte del bollo, assicurazione, manutenzione) CCD
  5. Altri Costi campagna informativa (mezzi, strumenti e interventi comunicativi) costi dei sacchetti e dei contenitori, costi della gestione della stazione ecologica e tutti i costi non compresi in raccolta, trasporto, recupero e smaltimento AC
  6. Costi d'uso del capitale, ammortamenti annuali (per gli investimenti dei contenitori e cassonetti), accantonamenti (per le agevolazioni e riduzioni come da regolamento di gestione della tariffa) CK

VOCI DI COSTO PARTE VARIABILE

  1. Costi raccolta e trasporto RSUcosto dei relativi servizi compresi nel contratto d'appalto CRT
  2. Costi trattamento e smaltimento RSU costi per i conferimenti in discarica CTS
  3. Costi di raccolta differenziata costo dei relativi servizi compresi nel contratto d'appalto CRD
  4. Costi di trattamento e riciclo. Costo per il conferimento ad appositi impianti di trattamento della frazione putrescibile e della frazione verde CTR

Comune di Marene - QUADRO GENERALE DEI COSTI ANNO 2011 Coperti al 99,94% attraverso il gettito tariffario

Risultato della gestione

Descrizione Entrata Spesa
Avanzo gestione esercizio precedente    
Gettito T.I.A. 283.260,26  
Entrate diverse 6.763,6  
Canone per appalto servizio raccolta e trasporto CO.A.B.SE.r.   145.741,49
Quota CO.A.B.Se.R. smaltimento RSU   35.347,95
Quota raccolta differenziata CO.A.B.SE.R. a carico Comune   25.692,82
Costi amministrativi di accertamento, riscossione e contenzioso   8.909,45
Smaltimento organico   16.383,27
Acquisti di beni e servizi   17.905,67
Spazzamento strade comprensivo dello smaltimento dei residui   3.300,81
Spese per il personale   28.985,70
Ammortamenti   2.851,50
Sgravi e insoluti   3.705,30
Distribuzione sacchetti   1.360
TOTALE 290.023,86 290.183,96
AVANZO/DISAVANZO 160,10  
TOTALE A PAREGGIO 290.183,96 290.183,96

Consistenza

Utenti Numero Metri quadrati Gettito Ruolo
Abitazioni 1.201 183.681,45 169.247,35
Attività produttive 229 119.027,77 76.520,11
Atri 82 20.745,45 37.492,8
Totale 1.512 323.454,67 283.260,26

7. La comunicazione ai cittadini e alle imprese.

Un'incisiva campagna di comunicazione è la condizione necessaria di qualsiasi seria iniziativa di potenziamento della raccolta differenziata. La consapevolezza ecologica è sempre più diffusa, ma anche i cittadini più sensibili e disponibili spesso ignorano le complesse problematiche connesse alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti: molti semplicemente non sanno dove finisce l'immondizia, quanto costa portare i rifiuti in discarica, qual è il modo più corretto di differenziare, come funzionano i sistemi di raccolta delle realtà più avanzate, cosa si può fabbricare con i materiali riciclati. Ed è proprio un'efficace campagna comunicativa che può decretare il successo o l'insuccesso di qualsiasi cambiamento.

E' normale che una minoranza di cittadini cerchi di opporre resistenza, specialmente quando le novità sono radicali, ma la maggioranza della popolazione sarà sicuramente recettiva ad un messaggio chiaro che faccia capire gli obiettivi, le modalità di attuazione e i risvolti positivi della raccolta differenziata.

Per ottenere il massimo di impatto e non diluire troppo il messaggio, a Marene la campagna di comunicazione è stata concentrata tutta nei tre mesi precedenti l'avvio della riforma.

Innanzitutto si è concentrata l'attenzione sul compostaggio domestico. Con la presenza di tecnici qualificati, sono stati organizzati due punti informativi diurni e tre incontri pubblici serali, per illustrare tutti i vantaggi e le modalità di gestione del compostaggio domestico.

Poi si è passati ad affrontare la raccolta differenziata, per spiegare come dividere i rifiuti e come conferire i vari materiali al nuovo servizio di raccolta. Gli amministratori di condomini sono stati contattati in maniera specifica.

A tutte le utenze non domestiche è stata inviata una comunicazione scritta per illustrare gli obiettivi della riforma, con richiesta di compilare una specifica autocertificazione sulla produzione presunta delle diverse tipologie di rifiuto. Per spiegare il nuovo servizio, negozi, studi professionali, bar e ristoranti sono stati invitati ad una riunione appositamente riservata, così come aziende commerciali e artigianali. Per alcune utenze particolari (casa di riposo, asilo) incaricati del comune si sono recati in loco per istruire direttamente il personale.

Nel frattempo, è stata posta particolare attenzione alla comunicazione sulla stampa locale, che è proseguita incisivamente anche nelle prime settimane di funzionamento del nuovo servizio, per contrastare in maniera ferma, pacata e documentata le inevitabili (ma fortunatamente poche) voci contrarie.

La campagna informativa prosegue man mano che si presenta una nuova richiesta di residenza.

8. Quanto pagano famiglie e operatori economici.

L'adozione della tariffa, così come prevista dal decreto Ronchi, comporta che le famiglie paghino una parte fissa (commisurata ai metri quadrati dell'abitazione) e una parte variabile (commisurata alla produzione effettiva di rifiuti, cioè al numero di componenti della famiglia). Le famiglie che praticano il compostaggio domestico ottengono una riduzione fiscale del 20%, mentre le famiglie che abitano fuori del centro urbano (dove il compostaggio domestico è obbligatorio e le raccolte sono dimezzate rispetto al concentrico) usufruiscono di una riduzione del 40%. Per quanto riguarda gli operatori economici, la tariffa si compone sempre di una parte fissa (commisurata ai metri quadrati dell'impresa) e una parte variabile calcolata in base al tipo di attività svolta. La tariffa unitaria assegnata alle utenze domestiche è stata ricavata dalla sommatoria delle quote (fissa e variabile), calcolate attraverso i coefficienti di produttività (medi per la parte variabile) che la legge assegna a seconda dei componenti il singolo nucleo familiare. Per quanto concerne la parte fissa assegnata alle utenze non domestiche, si sono utilizzati i coefficienti (max) di legge, mentre per la parte variabile (e le conseguenti assegnazioni di volumetrie), il lavoro è stato un po' più complesso. Si è partiti dalla presunta produzione di rifiuti che la legge imputa a ciascuna delle categorie merceologiche attraverso un intervallo di coefficienti di produttività (kg/mq/anno). Successivamente i coefficienti sono stati elaborati con altri dati, reperiti direttamente presso ciascuna utenza, ricavando così, non la presunta produzione, ma il presunto conferimento al pubblico servizio di raccolta. In tal modo sono stati elaborati nuovi coefficienti (kg/mq/anno, più appropriati alla specifica realtà del comune di Marene), che sono stati applicati alle diverse categorie di utenze. Utilizzando i dati reperiti presso ogni singola utenza, si sono poi quantificate e successivamente assegnate le volumetrie calibrate su ciascuna frazione merceologica (carta e cartone, plastica, RSU indifferenziati) ad ognuna delle utenze non domestiche.

9. Come dividere i rifiuti.

Ecco una semplice guida per dividere correttamente i rifiuti e favorirne il riciclaggio.

Organico: avanzi di cucina, scarti di frutta e verdura, pane secco, gusci di uova, alimenti avariati, fondi di caffè, filtri di the o tisane, fazzoletti di carta, carta da cucina (tipo scottex ), lettiere di piccoli animali domestici, piume, pelo. No carta lucida e plastificata.

Verde: sfalci d'erba, foglie, potature di alberi e siepi, ramaglie, piante senza terra, residui vegetali da pulizia dell'orto. No vasi di plastica.

Plastica da imballaggi: bottiglie di acqua minerale o altre bevande (schiacciate e richiuse con il tappo), flaconi di detersivi, shampoo, bagnoschiuma, tubetti in plastica per dentifrici, vaschette per alimenti e uova, vasetti per yogurt, creme e salse, borse per la spesa, confezioni di merendine e biscotti, buste in plastica, film e pellicole di imballaggio, cassette per prodotti ortofrutticoli, reti per frutta, vasi in plastica, imballaggi in polistirolo, clips da imballaggio. No giocattoli in plastica, piatti e bicchieri in plastica, videocassette.

Carta: fogli di carta, giornali, riviste, libri, quaderni, fotocopie, cartoni piegati, scatole di cartone, imballaggi in cartone, tetrapak. No carta oleata.

Vetro: bbottiglie in vetro (ottima cosa conferire senza tappo), vasi e barattoli di vetro (preferibilmente senza il coperchio di metallo), bicchieri, vetri vari (anche se rotti). No oggetti in ceramica e porcellana, lampadine e tubi al neon, specchi.

Alluminio e banda stagnata: lattine in alluminio (simbolo AL), scatolette e lattine in banda stagnata, contenitori in metallo (pelati, tonno), carta in alluminio per alimenti (pulita), tappi metallici di bottiglie e vasetti, coperchietti dello yogurt, contenitori per la congelazione, stampi per dolci, fogli di alluminio che rivestono la cioccolata, padelle, cerchioni di biciclette.

Pannolini: pannolini per bambini, pannoloni per adulti. No assorbenti.

Indumenti: abiti, maglieria, biancheria, cappelli, coperte, borse, scarpe, cinture.

Ingombranti: poltrone, divani, materassi, specchi, damigiane, reti per letti, mobili, elettrodomestici, giocattoli rotti.

Rifiuti Solidi Urbani (non riciclabili): piatti, bicchieri e posate in plastica, piccoli giocattoli, gomma, penne, piccoli oggetti in plastica e bakelite, video e musicassette, cocci di ceramica, porcellana o terracotta, lampadine, stracci, assorbenti, secchielli, bacinelle e calze in nylon, sacchetti poliaccoppiati, carta oleata (carta da burro), carta plastificata (del macellaio).

10. I risultati mensili della raccolta differenziata.

Ecco i risultati mensili della raccolta differenziata a Marene dell'anno 2011.?Per una corretta valutazione dei dati, è importante tenere conto non soltanto della percentuale di raccolta differenziata, ma anche dei quantitativi di rifiuti complessivamente prodotti. E' chiaro che sarebbe del tutto inutile aumentare la raccolta differenziata se, proporzionalmente, aumentasse anche la produzione totale di rifiuti. Le politiche ambientaliste più evolute insistono moltissimo sulla riduzione del rifiuto, prima ancora che sul riciclaggio: i comuni che riescono ad incentivare la diffusione del compostaggio domestico ben difficilmente riescono a raggiungere percentuali molto elevate di raccolta differenziata. Pertanto, coniugare un'alta raccolta differenziata con una bassa produzione pro-capite è un risultato doppiamente positivo.

Documento excel con i risultati 2011

11. Un ringraziamento alla professionalità dei nostri partners.

Gli straordinari risultati ottenuti a Marene non sarebbero stati possibili senza il contributo fondamentale delle aziende che hanno collaborato con il comune. I consulenti della cooperativa Erica di Alba hanno seguito, con grande professionalità, tutte le fasi della riforma: progettazione del servizio, preparazione dei capitolati e del contratto di servizio, predisposizione del quadro finanziario, assistenza per l'acquisto dei materiali, campagna di comunicazione alle famiglie e alle aziende, adeguamento o nuova stesura dei regolamenti comunali, calcolo delle tariffe. La cooperativa sociale Proteo di Mondovì ha invece assolto brillantemente il compito di effettuare tutte le fasi della raccolta: servizio porta a porta (con controllo dei materiali conferiti) e successivo trasporto alle piattaforme consortili. E' un lavoro non semplice, che richiede un dialogo costante con i cittadini, per instaurare un rapporto di collaborazione e fiducia.

12. La nostra esperienza, patrimonio di tutti.

NGli straordinari risultati ottenuti a Marene non sarebbero stati possibili senza il contributo fondamentale delle aziende che hanno collaborato con il comune. I consulenti della cooperativa Erica di Alba hanno seguito, con grande professionalità, tutte le fasi della riforma: progettazione del servizio, preparazione dei capitolati e del contratto di servizio, predisposizione del quadro finanziario, assistenza per l'acquisto dei materiali, campagna di comunicazione alle famiglie e alle aziende, adeguamento o nuova stesura dei regolamenti comunali, calcolo delle tariffe. La cooperativa sociale Proteo di Mondovì ha invece assolto brillantemente il compito di effettuare tutte le fasi della raccolta: servizio porta a porta (con controllo dei materiali conferiti) e successivo trasporto alle piattaforme consortili. E' un lavoro non semplice, che richiede un dialogo costante con i cittadini, per instaurare un rapporto di collaborazione e fiducia.

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